Da domenica prossima, nelle chiese si
reciterà il nuovo messale IMPOSTO da Francesco: i molteolici cambiamenti
non sono innocue sfumature, ma, producono
pesanti ripercussioni sulla dottrina. Innanzitutto, laddove nella Messa ricorre la parola “fratelli”, si aggiungerà “sorelle”:
“Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle…”. Un inchino
al pensiero unico-politicamente corretto ma
l’aggiunta sembra abbastanza inutile dato che per “fratelli”, ovviamente
si intendeva già tutto il genere umano. Non a caso, la stessa ultima
enciclica di Bergoglio si chiama “Fratres omnes”, e non “Fratres et sorores omnes”.
Ma questo è il meno. Il nuovo Gloria
sarà: “Pace in terra agli uomini, amati dal Signore” invece che “agli
uomini di buona volontà”. E qui c’è qualcosa che non torna dal punto di
vista teologico, sempre se le parole hanno il loro peso: TUTTI GLI
UOMINI, INFATTI SONO AMATI DA DIO, ma tanti non lo ricambiano. Ecco perché, da 1500 anni, secondo la Vulgata di San Girolamo
(non esattamente l’ultimo arrivato) si specificava “uomini di BUONA
VOLONTA’”: coloro che accolgono il messaggio di Gesù Cristo, Figlio di
Dio.Sembra che torni il solito
misericordismo, con "tutti in Paradiso", ma per la dottrina, lo
ricordiamo, gli uomini sono liberi di rifiutare Dio fino ad
auto-collocarsi all’inferno. Dio non può mandare in Paradiso
“forzatamente” le anime che Lo rifiutano perché verrebbe meno il libero
arbitrio dell'uomo. Almeno, questo dice l'intangibile depositum fidei. Inspiegabile, poi, la sostituzione di «Signore, pietà, Cristo, pietà» con la versione greca «Kyrie, eleison, Christe, eleison».
Fino ad oggi è stata fatta guerra aperta alle congregazioni che
celebravano la messa in latino e ora si inserisce addirittura il GRECO? Il sospetto sollevato da alcuni è che la scelta non sia stata casuale perché l’invocazione renderà, di fatto, incomprensibile al 90% dei fedeli quella invocazione piena di timor di Dio magari visto come un residuo troppo identitario del Cattolicesimo ed evocatore dell’”ormai impresentabile” dogma dell’inferno. Ma la cosa che lascia più perplessi è la preghiera eucaristica
dove avviene una sostituzione che ha scandalizzato molti credenti.
“Santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito” diventa ora:
“Santifica questi doni con la RUGIADA del tuo Spirito”.
La rugiada? Per molti suonerà come un’assoluta novità, ma, in effetti,
andando a scavare, la rugiada è citata alcune volte nella Bibbia, ed è
presente anche nell’originale latino del messale postconciliare di Paolo
VI risalente al 1968: “Haec ergo dona quaesumus, Spiritus tui rore sanctifica”, dove “rore”
sta per “rugiada”, appunto. Ma nel 1969, nella traduzione italiana,
questa romantica metafora fu omessa. Perché? Forse perché era troppo
“audace” per quei tempi?
Alcuni difensori del nuovo messale
evocano il principio di “proporzionalità metaforica”, per cui una
metafora varrebbe comunque: Gesù parlava, infatti, del “lievito dei
Farisei”, si cita.
Eppure, il lievito potrebbe essere uno
dei loro tanti attributi, tale da non definirli completamente. Tanto che
quando Gesù li maledice, proclama, indicandoli per bene: ”Guai a voi, scribi e farisei ipocriti!” e non “Guai al vostro lievito!”.
Nella consacrazione del Corpo di Cristo,
lo Spirito Santo agisce IN PRIMISSIMA PERSONA, (tramite il sacerdote) e
la sua effusione riguarda la Sua stessa sostanza. Perché, allora, usare una metafora quando è tanto chiara, semplice e diretta “l’effusione del Tuo Spirito”?
La questione è molto complessa, e non
può essere fatta passare in cavalleria, così, senza un dibattito. San
Tommaso d’Aquino, infatti cita e ammonisce: “Nel Deuteronomio [4, 2] si
legge: «Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne
toglierete nulla»; e nell‘Apocalisse [22, 18 s.]: «Dichiaro a chiunque
ascolta le parole profetiche di questo libro: a chi vi aggiungerà
qualche cosa, Dio farà cadere addosso i flagelli descritti in questo
libro; e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico, Dio lo
priverà dell‘albero della vita». Perciò anche alla forma dei sacramenti
non è lecito aggiungere o togliere qualcosa La seconda cosa da tener
presente riguarda invece il significato delle parole. […] Bisogna vedere
se la mutazione (nel significato delle parole n.d.r.) ne altera il
debito significato. Se lo altera, è evidente che il sacramento non è valido.
Ora, è chiaro che se si toglie alla forma del sacramento un elemento
essenziale, il debito significato delle parole viene alterato, e quindi non si produce il sacramento”. (Si veda Summa theologiae, Pars III, Quaestio 60, art. 8). Ma la cosa più disturbante - e assolutamente oggettiva - è che la rugiada è ANCHE un elementale alchemico-esoterico largamente presente nella filosofia MASSONICA.
Ciò che colpisce è il tempismo però:
perché Bergoglio, che viene accusato a ogni pié sospinto dagli
avversari di essere massone (e se fosse tale sarebbe automaticamente
scomunicato) si espone a creare questo imbarazzante “link” proprio col
mondo massonico?
Dopo l’enciclica sulla “Fratellanza”,
(che evoca il concetto massonico della Fratellanza universale), dopo gli
apprezzamenti entusiastici del Grande Oriente d’Italia, della
Massoneria spagnola e di un’altra 60ina di logge; dopo la “Lettera ai
cari fratelli massoni” del card. Ravasi... Insomma, dove è finita la
virtù della Prudenza? Ma vediamo un po’ come si colloca questa rugiada nella massoneria che, come spiegheremo, costituisce una “religione civile” del tutto antitetica al Cattolicesimo.
Secondo il teosofo Georg von Welling,
l’acqua spirituale, principio di tutte le cose, scende sulla terra ”come
rugiada”, raccolta da Sole e Luna. Sulle sue teorie si basò l’oscura
società premassonica dei Rosacroce per i quali la rugiada era
addirittura il divino “nettare”. Per il filosofo ermetico Anton
Kirchweger, amato dai pietisti luterani e dal massone Goehte, il flusso
dello spirito cade sul mondo come rugiada e così spiega il moto
circolare della natura. Il suo testo “Aurea Catena Homeri” fu
pubblicato l’ultima volta su “Lucifer”, rivista della Società Teosofica
diretta da M.me Blawatsky, famosa occultista affiliata alla
Massoneria.
Scrive, nel 1744, il massone conte di
Marsciano: “La rugiada nostra, la materia nostra è insieme celeste
spermatica, rugiadosa, elettrica, verginale”. Il conte possedeva la
Scarzuola, antico convento di S. Francesco poi trasformato in città
ideale massonica nel 1957 dall’architetto massone Tomaso Buzzi.
Che vi fossero pseudo-interpretazioni in
chiave ecologista-alchemica del devoto amore per il creato di S.
Francesco? Bisognerebbe indagare.
La rugiada, infatti, va raccolta nelle
tiepide notti di primavera perché lo “spirito verde” della terra è più
potente, come scriveva l’alchimista Heinrich Khunrath. Ancora negli
anni ’70, l’ultimo alchimista francese, Armand Barbault, raccoglieva la
rugiada con lenzuoli per farne vari intrugli.
Il fatto è che la Massoneria è stata scomunicata da ben tre papi nel 1738, nel 1751 e nel 1884,
non solo perché come società segreta si presta ad attività sovversiva,
ma per “idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina
cattolica”.
Paolo VI diceva che il “fumo di Satana”
era penetrato nella Chiesa, e con esso intendeva molto probabilmente la
massoneria, filosofia rispettabile per gli occhi di un laico, ma
assolutamente antitetica al Cattolicesimo.
Leggiamo cosa scrive la Congregazione per la Dottrina della Fede: Riporta il sito: “Essenziale per la
massoneria sarebbe proprio il fatto di non imporre alcun «principio»,
nel senso di una posizione filosofica o religiosa vincolante per i suoi
aderenti, ma di raccogliere insieme, AL DI LA’ DEI CONFINI DELLE DIVERSE
RELIGIONI E VISIONI DEL MONDO, uomini di buona volontà sulla base di
valori umanistici comprensibili e accettabili da tutti”.
In pratica, la massoneria, riconoscendo
grossomodo per buone tutte le religioni, mira a un minimo comune
denominatore di valori condivisibili: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza,
(si ricordi la Rivoluzione francese, completamente anticattolica)
Tolleranza, Solidarietà, Pace Universale, Difesa dei Diritti dell’Uomo.
Per il Cattolicesimo, invece, i valori massonici possono essere solo una naturale CONSEGUENZA, UN EFFETTO dell’aver abbracciato la Verità del Vangelo, causa prima di tutto. Gli uomini si devono riconoscere fratelli IN CRISTO e non in un’entità indistinta.
E infatti, recita lo stesso documento cattolico: “Solo
Gesù Cristo è, infatti, il Maestro della Verità e solo in Lui i
cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il
disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli”.
Insomma, il Cattolicesimo, in quanto religione rivelata, non può assolutamente accettare qualsiasi altra religione o credenza che non si riferisca unicamente Gesù, che, sacrificatosi sulla croce ha presentato il Creatore con tutti i dettagli.